E' ufficiale: a settembre uscirà il nuovo quotidiano (chiamato Il Fatto, in omaggio a Enzo Biagi) diretto da Antonio Padellaro, sarà sostenuto da noi lettori e non avrà padroni, come spiega lo stesso Marco Travaglio che è uno dei promotori di questa iniziativa che in molti aspettavamo...
Per prenotare l'abbonamento scrivete anche voi a: dettofatto@ilfatto.info
di Marco Travaglio, da VoglioScendere, 28 Maggio 2008
Ci siamo. Il conto alla rovescia è cominciato. A settembre, finalmente, avremo un giornale nuovo, libero, tutto nostro. Un giornale eccentrico, rispetto agli altri. Un fatto nuovo. Perché?
1) Racconterà i fatti, fin dalla sua testata. Darà le notizie, le analisi e i commenti che gli altri non danno, o nascondono. Parlerà dei temi che gli altri ignorano.
2) Non avrà padroni: la società editoriale è composta da alcuni piccoli soci, compresi noi giornalisti, che partecipano con quote equivalenti a un progetto comune: un quotidiano fatto solo per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze ai poteri forti, politici, finanziari e industriali, che usano i giornali per i loro interessi.
3) Non chiederà né avrà finanziamenti pubblici concessi da questo o quel partito.
4) Nascerà solo se avrà dei lettori interessati ad acquistarlo, e a leggerlo. Nel paese dei giornali senza lettori, mantenuti in vita dai contribuenti, anche e soprattutto da quelli che non li comprerebbero mai, noi faremo il nostro giornale soltanto se avremo un numero di lettori sufficiente per mantenerlo in vita.
Per questo vi chiediamo di abbonarvi subito: il prezzo della nostra libertà di informare e del vostro diritto di essere informati dipende dal numero di copie che i lettori acquisteranno in edicola, ma soprattutto dagli abbonamenti che raccoglieremo prima di partire. Più abbonamenti, più libertà. Il nostro giornale avrà 16 pagine, tutte a colori. Uscirà sei giorni a settimana, tranne il lunedì. Sarà un giornale di carta e un giornale web. Sarà diretto da Antonio Padellaro. Avrà una redazione di giovani agguerriti. Si avvarrà di un gruppo di firme, di inviati di punta e di autori satirici che hanno condiviso con noi la lunga battaglia contro il regime berlusconiano, senza sconti per un’opposizione troppo spesso complice. Li scoprirete via via nell’apposito spazio “AnteFatto” che creeremo presto su questo e altri blog e siti amici. Con tutte le indicazioni per abbonarvi e diventare subito soci fondatori del nostro giornale (ricevendolo per posta, possedendo un coupon da presentare in edicola, scaricandolo in rete dopo la mezzanotte, e così via).
Nell’attesa - che sarà breve - dell’AnteFatto, ecco i riferimenti dell’ufficio che fin da oggi riceverà le vostre prenotazioni per l’abbonamento:
telefono 02-66506795fax 02-66505712
mail: dettofatto@ilfatto.info
Vi terremo aggiornati, di settimana in settimana, delle prenotazioni raccolte. Sarà dura, ma tutti insieme ce la faremo. Dipende da tutti voi, anzi da tutti noi.
martedì 2 giugno 2009
domenica 31 maggio 2009
Casa editrice di Berlusconi rifiuta libro di Saramago
da Italia dall'Estero
atricolo pubblicato il 29 Maggio 2009 su Het Parool (Olanda)
Milano - La casa editrice Einaudi, che ha sinora pubblicato le traduzioni italiane di quasi tutti i romanzi dello scrittore portoghese Josè Saramago (87), rifiuta di pubblicare un libro con testi politici del vincitore del premio Nobel. Nel suo libro, Saramago critica il premier Silvio Berlusconi.Einaudi è proprietà dell’imprenditore Berlusconi.Saramago è indignato a causa della censura, scrive il Corriere della Sera venerdì: “Io ho conosciuto la censura durante la dittatura portoghese, l’ho sofferta e combattuta, e nessuno mi può chiedere di amputare una mia opera in una situazione di apparente normalità della democrazia”.Saramago deplora che Berlusconi sia non solo premier, ma anche un privato che controlla molti mezzi di comunicazione, e afferma che una simile situazione suscita timori “per la qualità della democrazia” in Italia.Berlusconi è stato eletto l’anno scorso, con grande distacco sul centro-sinistra. “Nè l’Italia nè coloro che amano questo paese meritano lo spettacolo politico di fascinazione mediatica per Berlusconi”, afferma Saramago.
atricolo pubblicato il 29 Maggio 2009 su Het Parool (Olanda)
Milano - La casa editrice Einaudi, che ha sinora pubblicato le traduzioni italiane di quasi tutti i romanzi dello scrittore portoghese Josè Saramago (87), rifiuta di pubblicare un libro con testi politici del vincitore del premio Nobel. Nel suo libro, Saramago critica il premier Silvio Berlusconi.Einaudi è proprietà dell’imprenditore Berlusconi.Saramago è indignato a causa della censura, scrive il Corriere della Sera venerdì: “Io ho conosciuto la censura durante la dittatura portoghese, l’ho sofferta e combattuta, e nessuno mi può chiedere di amputare una mia opera in una situazione di apparente normalità della democrazia”.Saramago deplora che Berlusconi sia non solo premier, ma anche un privato che controlla molti mezzi di comunicazione, e afferma che una simile situazione suscita timori “per la qualità della democrazia” in Italia.Berlusconi è stato eletto l’anno scorso, con grande distacco sul centro-sinistra. “Nè l’Italia nè coloro che amano questo paese meritano lo spettacolo politico di fascinazione mediatica per Berlusconi”, afferma Saramago.
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venerdì 29 maggio 2009
Sono anch’io emotiva
Sottoscrivo l'appello di Ilaria Beretta in difesa di Clementina Forleo, pubblicato ieri sul blog di Carlo Vulpio e di seguito riportato:
28 maggio 2009.
La notizia è di ieri pomeriggio e riguarda il giudice Clementina Forleo, ex gip di Milano, attualmente trasferita a Cremona: il CSM ha deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza con cui il Tar del Lazio aveva annullato il trasferimento d’ufficio disposto dallo stesso CSM a carico del giudice.
Torna alla mente una delle motivazioni con cui il 28 luglio 2008 il CSM aveva trasferito d’ufficio il giudice Forleo: “Emotiva, tendente a personalizzare, di scarso equilibrio.”
Al di là di ogni polemica, questa motivazione assomiglia più a un giudizio finale da pagella delle elementari: “la bambina studia, è preparata, ma non rende durante le interrogazioni perché emotiva”.
Secondo noi questo giudizio mira a svalutare il lavoro del giudice Forleo, attaccando la donna: il tentativo era quello di lederne la credibilità evidenziando un tratto considerato tipicamente femminile per minare nel profondo anche la personale sicurezza in se stessa che una donna nel proprio lavoro è costretta a difendere in continuazione.
Crediamo che nessun giudice uomo abbia mai avuto, tra le motivazioni di un provvedimento a lui rivolto, una tale qualificazione della sua personalità, a prescindere da ogni giudizio di merito.
Molta strada deve essere ancora fatta in Italia per portare le donne che lavorano a un’effettiva situazione di parità con i colleghi uomini: lavoriamo in poche (la percentuale femminile nel mondo del lavoro ci vede penultime in Europa e l’ultima è Malta), quando raggiungiamo buoni livelli carrieristici e professionali, fatalmente qualcuno osserva che la professione o la carriera “non sono più come un tempo”.
A Clementina Forleo viene imputato come inadeguato al suo ruolo un modo di lavorare che include tra i codici del fare e del pensare quello del sentire. Questo invece per Clementina Forleo come per ognuna di noi è, e deve essere, motivo di fierezza.
Vorremmo che tutte le donne italiane che lo sentissero, affermassero insieme: “Sono anch’io emotiva”, in sostegno a Clementina Forleo e a tutte le donne che ogni giorno e oscuramente combattono per un futuro migliore.
Ilaria Beretta
Libera professionista da nove anni alla RAI, candidata IDV alle Europee per il Nord Ovest.
http://www.youtube.com/watch?v=Ny08eWFctuo
28 maggio 2009.
La notizia è di ieri pomeriggio e riguarda il giudice Clementina Forleo, ex gip di Milano, attualmente trasferita a Cremona: il CSM ha deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza con cui il Tar del Lazio aveva annullato il trasferimento d’ufficio disposto dallo stesso CSM a carico del giudice.
Torna alla mente una delle motivazioni con cui il 28 luglio 2008 il CSM aveva trasferito d’ufficio il giudice Forleo: “Emotiva, tendente a personalizzare, di scarso equilibrio.”
Al di là di ogni polemica, questa motivazione assomiglia più a un giudizio finale da pagella delle elementari: “la bambina studia, è preparata, ma non rende durante le interrogazioni perché emotiva”.
Secondo noi questo giudizio mira a svalutare il lavoro del giudice Forleo, attaccando la donna: il tentativo era quello di lederne la credibilità evidenziando un tratto considerato tipicamente femminile per minare nel profondo anche la personale sicurezza in se stessa che una donna nel proprio lavoro è costretta a difendere in continuazione.
Crediamo che nessun giudice uomo abbia mai avuto, tra le motivazioni di un provvedimento a lui rivolto, una tale qualificazione della sua personalità, a prescindere da ogni giudizio di merito.
Molta strada deve essere ancora fatta in Italia per portare le donne che lavorano a un’effettiva situazione di parità con i colleghi uomini: lavoriamo in poche (la percentuale femminile nel mondo del lavoro ci vede penultime in Europa e l’ultima è Malta), quando raggiungiamo buoni livelli carrieristici e professionali, fatalmente qualcuno osserva che la professione o la carriera “non sono più come un tempo”.
A Clementina Forleo viene imputato come inadeguato al suo ruolo un modo di lavorare che include tra i codici del fare e del pensare quello del sentire. Questo invece per Clementina Forleo come per ognuna di noi è, e deve essere, motivo di fierezza.
Vorremmo che tutte le donne italiane che lo sentissero, affermassero insieme: “Sono anch’io emotiva”, in sostegno a Clementina Forleo e a tutte le donne che ogni giorno e oscuramente combattono per un futuro migliore.
Ilaria Beretta
Libera professionista da nove anni alla RAI, candidata IDV alle Europee per il Nord Ovest.
http://www.youtube.com/watch?v=Ny08eWFctuo
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domenica 24 maggio 2009
La memoria violata di Giovanni Falcone. Gioacchino Genchi e i diari di Giovanni.
Dal blog di Felice Lima 'Uguale per Tutti' un inquietante articolo di Fedora Raugei (Terra del 23 maggio 2009) sulle perizie informatiche che Gioacchino Genchi e Luciano Petrini (ucciso nel 1996 in circostanza misteriose) furono chiamati a condurre all'indomani della strage di di Capaci.
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Stragi
lunedì 18 maggio 2009
venerdì 15 maggio 2009
Ritirato emendamento D'Alia
Trovo sul blog di Anna Rivelli e pubblico con un certo sollievo:
L'emendamento D'Alia (vedi post del 12 Maggio) è stato ritirato
Alcune informazioni qui:http://www.guidoscorza.it/?p=731e qui:http://blog.ernestobelisario.eu/2009/04/29/nessuna-sorpresa-la-camera-ha-cancellato-lemendamento-dalia/
L'emendamento D'Alia (vedi post del 12 Maggio) è stato ritirato
Alcune informazioni qui:http://www.guidoscorza.it/?p=731e qui:http://blog.ernestobelisario.eu/2009/04/29/nessuna-sorpresa-la-camera-ha-cancellato-lemendamento-dalia/
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