Visualizzazione post con etichetta The Times. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta The Times. Mostra tutti i post

martedì 9 giugno 2009

Se l’imperatore è nudo, la storia lo smaschererà

Oltre che a 'il Fatto' (nuovo quotidiano, diretto da Antonnio Padellaro, che uscirà in autunno), quasi quasi mi abbono al London Times...

da Italia dall'Estero
Articolo di Mary Beard, docente di cultura greca e romana all’università di Cambridge, pubblicato mercoledì 3 giugno 2009
[The Times]
L’imperatore romano Tiberio era tanto famigerato per le sue scorribande sessuali quanto per i suoi sforzi per tenerle nascoste. Vi ricorda qualcuno?
Benito Mussolini, come è noto, si considerava un nuovo Augusto, una reincarnazione nel XX secolo del primo imperatore di Roma. Sessant’anni dopo (e quasi altrettanto a destra), Silvio Berlusconi sembra ricordare di più il figliastro e successore di Augusto, l’imperatore Tiberio, che governò il mondo romano dall’anno 14 d.C. fino a quando fu soffocato nel suo letto nel 37 d.C. dal Prefetto della Guardia Pretoriana (l’equivalente romano del capo dei servizi segreti).
Voci sui giochini sessuali con i suoi adolescenti prediletti sulle solitarie isole del Mediterraneo sono sicuramente ciò che il Presidente del Consiglio italiano e Tiberio hanno di più interessante in comune. Berlusconi ha scelto la Sardegna come ritiro ricreativo per la sua vecchiaia. Tiberio spese i suoi settant’anni per lo più sull’isola di Capri, nella sua cosiddetta Villa di Giove (una tenuta non troppo dissimile dalla Villa Certosa di Berlusconi, con le sue copiose meraviglie, che vanta una forte sicurezza e una piscina per talassoterapia, tra altri lussi).
Tiberio non doveva preoccuparsi di fotocamere ficcanaso. Ma racconti di ciò che l’imperatore stava facendo sulla sua isola si diffusero presto. Quando andava a fare un bagno, gruppi di ragazzini (i suoi “pesciolini”, come usava chiamarli) gli tenevano compagnia nell’acqua; erano stati educati ad inseguirlo e mordicchiare tra le sue gambe. In altre occasioni, l’anziano imperatore preferiva i piaceri del voyeurismo. Secondo il suo biografo romano Svetonio, “frotte di ragazze e ragazzini, radunati in ogni angolo del suo impero, facevano sesso in tre al suo cospetto, per eccitare i suoi appetiti in declino”. Più probabile, forse, delle voci poco plausibili sulle attività di Berlusconi?
Ma questi racconti sull’immoralità sessuale di Tiberio suggerivano che qualcosa di ancor più marcio era al centro del suo regime politico. Anche qui il paragone con Belusconi è sorprendente - e riposa su qualcosa di più significativo di ciò che quegli antichi o moderni “pesciolini” si dice abbiano fatto. Nell’Italia odierna c’è stata una conquista dei mezzi di comunicazione e una spaventosa repressione della libertà di stampa (nonostante gli sforzi eroici di quotidiani quali La Repubblica per scavare tra i segreti di Berlusconi, l’Italia non gode oggi di una libertà di stampa in alcun normale significato della parola “libertà”). L’Italia antica, sotto Tiberio, vide una simile limitazione della libertà degli storici.
Nell’anno 25 d.C., prima che Tiberio si fosse ritirato nella garconniere di Capri, un certo Cremuzio Cordo fu processato per un nuovo tipo di reato. Aveva scritto una storia in cui aveva lodato come “ultimi veri romani”, Bruto e Cassio, gli assassini di Giulio Cesare (il padre adottivo di Augusto e una delle icone del regime imperiale). In propria difesa, Cordo insistette che le parole sono diverse dalle azioni e che, comunque, molti scrittori precedenti avevano lodato Bruto e Cassio senza incorrere in alcuna pena. Infatti, sia Giulio Cesare sia Augusto, predecessore di Tiberio, avevano tollerato la libertà di parola nelle opere degli storici.
Tiberio non attaccò apertamente Cordo, ma seguì il processo nei suoi confronti e ne ascoltò la difesa, guardandolo severamente. Cordo colse il messaggio, se ne andò e si lasciò morire di fame. Anche i senatori, supini e sempre più disposti a fare il gioco sporco del regime repressivo, colsero il messaggio. Votarono che i libri di Cordo fossero dati alle fiamme. Esattamente allo stesso modo, l’elettorato italiano sembra essere preparato a sostenere Berlusconi (la sua popolarità è al momento l’invidia della maggior parte dei leader Occidentali, nonostante alcune gaffe imbarazzanti, le ragazze e il rimprovero pubblico della Regina).
In risposta ad un nuovo attacco di Berlusconi, Ezio Mauro, editore de La Repubblica, ha recentemente affermato: “Quando i potenti di turno non spiegano qualcosa, il giornalismo ha un lavoro da svolgere”. Cordo sarebbe stato d’accordo. A Roma, gli storici avevano un lavoro da fare, che Tiberio e i suoi seguaci cercarono di ridurre al silenzio.
Cordo non fu l’unico a soffrire. Uno dei peggiori aspetti del regno di Tiberio fu la crescente corruzione del sistema giudiziario. In Italia, Berlusconi è miracolosamente (e con l’aiuto di una legge sull’immunità) sfuggito ai processi, mentre suoi ex consulenti, come David Mills, sono stati condannati alla reclusione. Nella Roma di Tiberio, gli “informatori” (una versione privata, “for-profit”, della polizia segreta) fecero fortuna attraverso false accuse di tradimento contro gli innocenti. Anche qui ex consiglieri, colpevoli o innocenti, furono tra le vittime. Nel 31 d.C., Seiano, in precedenza braccio destro di Tibero, fu condannato dal Senato e strangolato a morte. Ne seguì una sanguinosa epurazione deli amici di Seiano.
Lo stesso Tiberio restò al sicuro - almeno finché il capo della Guardia Pretoriana, che aveva sostituito Seiano, decise che era ora di accelerare l’ascesa al trono imperiale dello squilibrato Caligola per mezzo di un cuscino opportunamente posizionato sulla faccia del vecchio imperatore.
Mussolini commise alcuni crimini terribili sotto lo stendardo del primo imperatore Augusto (l’ultimo, e forse il più evidente dei quali fu quello di aver raso al suolo gran parte della città medievale di Roma per riporare alla luce i resti degli originari monumenti augustei). L’immagine dell’imperatore Tiberio fa presagire un futuro anche più cupo per la politica italiana sotto Berlusconi.
Eppure alla fine, anche se è ormai troppo tardi per le vittime immediate, gli errori possono essere corretti, o almeno la situazione ribaltata. Quando Tacito - il più grande tra gli storici Romani - discusse il regno di Tibero, il suo eroe fu ovviamente Cremuzio Cordo. Cordo non era stato soltanto una tragica vittima del regno del terrore di Tiberio, ma anche un modello per tutti gli storici successivi, che erano determinati a raccontare la verità. Come spiega Tacito, alcune copie della storia di Cordo furono nascoste e sopravvissero alle fiamme; inoltre, come egli sostiene, “la persecuzione delle menti libere non fa che aumentarne l’influenza”.
Lo stesso potrebbe rivelarsi vero per l’imperatore Berlusoni e il suo Cordo, l’editore de La Repubblica.

sabato 6 giugno 2009

Cade la maschera del clown

Non avevo ancora pubblicato la traduzione, a cura di Italia dall'Estero, del (giustamente) pesantissimo editoriale su Silvio Berlusconi uscito il 1° Giugno scorso sul quotidiano inglese The Times. Chissà se la maschera del clown è caduta solo all'estero... Se in Italia non è caduta finora per questioni ben più gravi di queste ultime, mi aspetto che le frequentazioni femminili del nostro premier possano addirittura farne aumentare la popolarità (che tristezza)...

'Berlusconi deve rispondere alle accuse sulle sue frequentazioni femminili e alle domande sul suo comportamento inadeguato. La qualità del governo non è un affare privato.
L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è il fatto che egli sia un buffone sciovinista, né che gli piaccia fare baldoria con donne di cinquant’anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro lavori da modella, da assistente personale o perfino, per assurdo, da candidata al Parlamento Europeo. Quello che è più sconvolgente è il totale disprezzo con cui tratta l’opinione pubblica italiana.
Questo vecchio Casanova forse trova il suo atteggiamento da playboy divertente, o perfino audace, vantandosi delle sue conquiste, umiliando sua moglie e facendo commenti che per molte donne sarebbero grottescamente inappropriati. Non è il primo né l’unico il cui comportamento indegno non è adatto alla carica che ricopre. Ma quando gli vengono poste delle domande legittime sui propri rapporti che riguardano lo scandalo e i quotidiani lo incalzano perché dia delle spiegazioni su delle relazioni che sono quanto meno sconcertanti, la maschera del clown cade. Minaccia quei giornali e quelle televisioni che lui stesso controlla, invoca la legge per proteggere la sua “privacy”, rilascia delle dichiarazioni evasive e contraddittorie e in seguito promette in maniera melodrammatica che si dimetterà se scoperto a mentire.
La vita privata di Berlusconi è certamente privata. Ma come ha scoperto il Presidente Clinton, gli scandali non si conciliano con le cariche importanti. Ai suoi critici, Berlusconi risponde che lui rimane in vetta nei sondaggi di popolarità, che lui controlla saldamente il suo governo e che non sarà intimidito da quelli che lui definisce come tentativi dell’opposizione di diffamarlo. Inoltre, molti dicono che l’Italia non è l’America: il quadro di riferimento basato sull’etica puritana presente negli Stati Uniti non ha mai dominato la vita pubblica italiana, e pochi tra gli italiani si scandalizzano per uno che va a donne. Ma questa è pura condiscendenza. Gli italiani, allo stesso modo degli americani, capiscono benissimo cos’è e cosa non è accettabile. E come gli americani, considerano che un occultamento della verità sia spregevole.
Pochi tra i media in Italia sono in grado di sostenere quest’opinione senza la paura di pagarne il prezzo. Ma è merito de La Repubblica l’aver posto continuamente delle domande sui rapporti tra il Presidente del Consiglio e la diciottenne Noemi Letizia, la cui collana ricevuta come regalo di compleanno è stata il pretesto usato dalla moglie di Berlusconi per chiedere il divorzio. Alla maggior parte di queste domande, ed è sulla bocca di ogni elettore italiano confuso, non c’è stata una risposta soddisfacente. Come e quando ha conosciuto la sua famiglia? E’ stato Berlusconi a chiedere delle foto ad un’agenzia di modelle e ad iniziare i rapporti con Noemi Letizia? E’ vero quello che c’è scritto su molti resoconti i quali affermano che dozzine di giovani donne sono state invitate a partecipare a delle feste presso la sua villa in Sardegna?
Berlusconi ha promesso di spiegare tutto in Parlamento. Ma difficilmente avrà rassicurato i suoi critici dopo l’ingiunzione di questo fine settimana con la quale ha bloccato la pubblicazione di circa 700 fotografie che avevano la pretesa di mostrare cosa fosse successo in quelle feste. E non è stato aiutato nemmeno dallo sventurato ministro degli Affari Esteri, il quale ha cercato di difendere il suo capo facendo notare che in Italia l’età per il sesso consenziente è 14 anni - come se ciò fosse rilevante.
Ma è importante tutto ciò? Alcuni italiani diranno di no. Altri diranno che gli estranei non si devono immischiare. Ma i votanti italiani, nel periodo finale prima delle elezioni europee, dovrebbero riflettere su come il loro governo viene gestito, sui candidati considerati adatti a Strasburgo e sulla sincerità del loro Presidente del Consiglio in tempi di crisi politica ed economica.
E questo riguarda anche altri. L’Italia ospiterà gli incontri del G8 quest’anno. Discussioni importanti avranno luogo in questa sede, in cui i governi occidentali premono per una maggiore cooperazione nella lotta al terrorismo e alla criminalità internazionale. Berlusconi si considera amico di Vladimir Putin. Il suo Paese è un membro importante della Nato. Fa anche parte della zona euro, messa alla prova dalla crisi finanziaria globale. Non sono soltanto gli elettori italiani a chiedersi che cosa sta succedendo. Se lo chiedono anche i perplessi alleati dell’Italia.'