Trovo sul blog di Carlo Vulpio e pubblico un articolo tratto da Il Giornale. Ciò che qui si denuncia è allucinante, sebbene non estraneo alle comuni logiche di partito. Vorrei che qualcuno (magari proprio Carlo) pubblicasse TUTTI i numeri relativi ai voti di preferenza in tutte le circoscrizioni, perché io non ne capisco più nulla; effettivamente Di Pietro ne ha pubblicato solo una parte.
Quello che non mi va però è che ora ci si divida anziché andare avanti. Troviamo il modo di essere costruttivi, sono troppe le emergenze che dobbiamo risolvere. Da parte mia, continuo ad appoggiare Carlo Vulpio e così credo tutti i 37000 italiani che lo hanno votato.
Vulpio: «Di Pietro, che fretta c’era di farmi fuori?»
Data articolo 11/06/2009
Fonte Il Giornale
Autori Felice Manti
«Che fretta c’era...» sorride amaro a caldo Carlo Vulpio. La sua esclusione eccellente dagli eletti Idv a Strasburgo brucia. Un’altra amarezza per il giornalista del Corriere della Sera «allontanato» per sua stessa ammissione dall’allora direttore di via Solferino, Paolo Mieli, dalle inchieste di Luigi De Magistris. L’ex pm a Strasburgo ci è andato alla grandissima, forte di oltre 380mila moti. Vulpio è rimasto vittima più che delle preferenze (37mila in 4 collegi) di un gioco di opzioni che ha portato all’elezione dell’ex Margherita Giommaria Uggias nella Circoscrizione Isole per la rinuncia di Sonia Alfano a rappresentare la «sua» circoscrizione. La figlia del giornalista ucciso dalla mafia siciliana ha scelto il Nord Est. «Una scelta tecnica - ha detto la Alfano - non politica in quanto voglio continuare a lavorare su tutto il territorio nazionale». Avesse scelto l’opzione Sicilia-Sardegna com’era forse più naturale, e non il Nord Est, Uggias (quinto dei votati) sarebbe rimasto a casa e Vulpio sarebbe andato in Europa. Il giornalista non parla, mentre Leoluca Orlando si gonfia il petto: «Siamo l’unico partito a mandare un sardo a Bruxelles, sarò in Sardegna a festeggiare con lui», ha detto il portavoce Idv. «Che fretta c’era - insiste Vulpio - perché confermare le opzioni a urne appena chiuse, quando ci sono 15 giorni di tempo per decidere». In effetti, la short list dei sette Idv è uscita in agenzia alle 17.38 minuti di martedì 9. Quando ancora le Corti d’appello non hanno neppure ricevuto le urne e iniziato il conteggio «reale» dei voti. Visto che in molti casi (nell’Idv come in altri partiti) la distanza tra eletti e non eletti è racchiusa in un pugno di voti e le sorprese sono dietro l’angolo.La «fretta» di chiudere i giochi a urne calde non è piaciuta soprattutto agli elettori dipietristi. I sito antoniodipietro.it, italiadeivalori.it e beppegrillo.it sono letteralmente invasi da commenti di proteste per l’esclusione di Vulpio. «Vergogna, è una bestemmia, vogliamo una spiegazione della sua esclusione - si legge -. L’Idv ha puntato parecchio sulla libertà di informazione, Vulpio ci ha messo la faccia in centinaia di incontri e manifestazioni in tutta Italia, ottiene 37mila voti in tutta Italia e si preferisce far passare Uggias con 17mila voti... se vi pare giusto. Estromesso dal Corriere e da Italia dei valori, la prossima volta scordatevi il mio voto». I nomi dei prescelti, tranne Vattimo e Arlacchi, suscitano più di un dubbio. «Prima la Rame e De Gregorio, ora Uggias e Iovine, uno che sembra il Binetti dell’Idv, altro che facce nuove e giovani. Far fuori Vulpio è un bizantinismo della peggiore Dc». E ancora: «Ha pagato di suo per tenere la schiena dritta ma resta fuori, Iovine forse fa un importante lavoro di retroguardia, tipo montare i tubi innocenti e l’amplificazione a Piazza Navona e a Piazza Farnese...». E infine: «Passano i burocrati, non Vulpio. Siete feccia come tutti gli altri partiti. Ho la sensazione che dia fastidio a qualcuno. I fatti probabilmente lo confermeranno nei prossimi mesi», scrive sarcastico un altro grillino. Mentre Stanco_Mavoglio si rivolge direttamente a Grillo, e sul sito del comico genovese e rincara la dose: «Beppe, mi piacerebbe sapere cos’hai contro Carlo Vulpio».In effetti, tranne l’estemporaneo endorsement all’ex Corriere di Grillo durante un incontro in Campania, Vulpio non ha mai goduto di buona «stampa» dipietrista, e ancora oggi sui siti il suo nome non compare. Né a lui né allo stesso Di Pietro sono andati giù certi attacchi all’establishment Idv al Sud e soprattutto - raccontano fonti interne al movimento dei grillini - Vulpio non è mai piaciuto al vero dominus dell’asse Grillo-Di Pietro: l’editore Gianroberto Casaleggio, ex amministratore delegato della controllata Telecom Webegg (venduta alla Value Partners per 43 milioni di euro) e a capo delle organizzazioni Meet-up, l’uomo dei blog di Grillo e Di Pietro, che nel 2004 convinse il comico a investire sulla Rete. Oggi la sua Casaleggio Associati è la spina dorsale del movimento, e il peso dell’editore nelle scelte politiche dei due Masanielli del web sarebbe sempre più forte. Forse tanto da decidere chi merita l’euroscranno e chi no.
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venerdì 12 giugno 2009
giovedì 11 giugno 2009
Di Pietro spiega la non-elezione di Carlo Vulpio
Dal blog di Antonio Di Pietro
Non volto le spalle a Carlo Vulpio
Leggo dal blog che molti sostenitori sono rimasti delusi dall’esclusione del giornalista Carlo Vulpio dal Parlamento europeo e chiedono spiegazioni. Sono semplici da dare.
La mancata elezione di Carlo non è dovuta a decisioni adottate dal partito, ma si spiega alla luce di motivi prettamente tecnici e correlati al meccanismo delle preferenze.Vulpio si è candidato in quattro circoscrizioni: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud. Nelle ultime tre non poteva essere eletto perché altri candidati della lista dell’Idv hanno ottenuto più preferenze.
Apparentemente poteva essere eletto nel Nord-Ovest se Luigi de Magistris e Sonia Alfano avessero optato per l’elezione in un’altra circoscrizione. Purtroppo però il tecnicismo della legge elettorale ci mette di fronte ad una realtà diversa.
L’Italia dei Valori, come prevede l’articolo 12 della legge elettorale per le europee (24 gennaio 1979, n.18) si è apparentata prima delle elezioni con la lista valdostana Autonomie Libertè Democratie. L’apparentamento, meccanismo consentito dalla legge, prevede che, qualora la lista rappresentativa di minoranze linguistiche apparentata non riesca ad eleggere un suo deputato con almeno 50.000 preferenze, i voti ottenuti da questa lista vengano attribuiti a quella con cui si è apparentata.
Così i 27.086 voti ottenuti dalla lista valdostana nota anche come Alleanza Galletto sono stati attribuiti interamente all’Italia dei Valori nel conteggio dei voti offrendo un importante contributo all’elezione dei nostri eurodeputati, infatti senza apparentamento avremmo eletto un deputato in meno. L’apparentamento, così come previsto dalla legge, dispone inoltre che, se la lista rappresentativa di minoranze linguistiche non elegge alcun deputato autonomamente, i candidati di questa sono inseriti in un’unica graduatoria con i candidati della lista con cui è apparentata (art. 22 legge 24 gennaio 1979, n.18).
In parole semplici, ai fini dell’assegnazione dei due seggi spettanti all’Idv, nella circoscrizione Nord-Ovest è stata composta un’unica graduatoria tra candidati dell’Idv e quelli del Galletto. Eliminati me, de Magistris e Sonia Alfano, il primo degli eletti sarebbe stato Gianni Vattimo e il secondo Louvin Roberto con 9.028 preferenze, terzo Carlo Vulpio con 8.716. Dunque Carlo non sarebbe risultato eletto neppure se Sonia Alfano e de Magistris avessero optato per un’altra circoscrizione.
Non c’è stata e non ci poteva essere alcuna possibilità di eleggere Vulpio.
Detto ciò, a Carlo non volto le spalle, come ho detto anche ieri riferendomi a tutti i candidati del 6 e 7 giugno. Verrà coinvolto nel rinnovamento del partito e nelle istituzioni appena ve ne sarà occasione se vorrà continuare a sostenere un progetto che vedeva la sua candidatura come parte di un disegno molto più ampio. A Carlo ribadisco la mia stima e lo invito a non lasciarsi trarre in inganno da interviste di organi votati alla disinformazione sistematica e di cercare il dialogo con chi crede in lui, senza prestare il fianco a chi strumentalizza la sua delusione per denigrare i valori in cui lui stesso crede.
Anzi proprio oggi, prima di scrivere questo articolo, ho a lungo dialogato con Luigi de Magistris e altri dirigenti dell’Italia dei Valori sulla necessità di realizzare, al nostro interno, una nuova fonte di informazione, stampata e di broadcasting anche attraverso il web. E già questa rappresenta la prima occasione in cui il contributo di Carlo sarebbe determinante per il successo dell’iniziativa.
Graduatoria Preferenze Circoscrizione Nord Ovest:
de Magistris Luigi 85.771
Di Pietro Antonio 81.276
Alfano Sonia 27.891
Vattimo Gianni 14.853
Louvin Roberto (Galletto) 9.028
Vulpio Carlo 8.716
Fusco Marylin 8.093
Zipponi Maurizio 4.091Schltze Giorgio 4.193Bardi Gloria 2.863Rocchi Emanuela 2.677Muttillo Giovanni 2.246Beretta Ilaria 2.188Piredda Maruska 2.106Cusati Aniello 1.091Ferrante Luigi 1.515Vezza Lorella 1.485Bernacconi Massimo 608Farina Corrado 490Paladini Manuela 454
Non volto le spalle a Carlo Vulpio
Leggo dal blog che molti sostenitori sono rimasti delusi dall’esclusione del giornalista Carlo Vulpio dal Parlamento europeo e chiedono spiegazioni. Sono semplici da dare.
La mancata elezione di Carlo non è dovuta a decisioni adottate dal partito, ma si spiega alla luce di motivi prettamente tecnici e correlati al meccanismo delle preferenze.Vulpio si è candidato in quattro circoscrizioni: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud. Nelle ultime tre non poteva essere eletto perché altri candidati della lista dell’Idv hanno ottenuto più preferenze.
Apparentemente poteva essere eletto nel Nord-Ovest se Luigi de Magistris e Sonia Alfano avessero optato per l’elezione in un’altra circoscrizione. Purtroppo però il tecnicismo della legge elettorale ci mette di fronte ad una realtà diversa.
L’Italia dei Valori, come prevede l’articolo 12 della legge elettorale per le europee (24 gennaio 1979, n.18) si è apparentata prima delle elezioni con la lista valdostana Autonomie Libertè Democratie. L’apparentamento, meccanismo consentito dalla legge, prevede che, qualora la lista rappresentativa di minoranze linguistiche apparentata non riesca ad eleggere un suo deputato con almeno 50.000 preferenze, i voti ottenuti da questa lista vengano attribuiti a quella con cui si è apparentata.
Così i 27.086 voti ottenuti dalla lista valdostana nota anche come Alleanza Galletto sono stati attribuiti interamente all’Italia dei Valori nel conteggio dei voti offrendo un importante contributo all’elezione dei nostri eurodeputati, infatti senza apparentamento avremmo eletto un deputato in meno. L’apparentamento, così come previsto dalla legge, dispone inoltre che, se la lista rappresentativa di minoranze linguistiche non elegge alcun deputato autonomamente, i candidati di questa sono inseriti in un’unica graduatoria con i candidati della lista con cui è apparentata (art. 22 legge 24 gennaio 1979, n.18).
In parole semplici, ai fini dell’assegnazione dei due seggi spettanti all’Idv, nella circoscrizione Nord-Ovest è stata composta un’unica graduatoria tra candidati dell’Idv e quelli del Galletto. Eliminati me, de Magistris e Sonia Alfano, il primo degli eletti sarebbe stato Gianni Vattimo e il secondo Louvin Roberto con 9.028 preferenze, terzo Carlo Vulpio con 8.716. Dunque Carlo non sarebbe risultato eletto neppure se Sonia Alfano e de Magistris avessero optato per un’altra circoscrizione.
Non c’è stata e non ci poteva essere alcuna possibilità di eleggere Vulpio.
Detto ciò, a Carlo non volto le spalle, come ho detto anche ieri riferendomi a tutti i candidati del 6 e 7 giugno. Verrà coinvolto nel rinnovamento del partito e nelle istituzioni appena ve ne sarà occasione se vorrà continuare a sostenere un progetto che vedeva la sua candidatura come parte di un disegno molto più ampio. A Carlo ribadisco la mia stima e lo invito a non lasciarsi trarre in inganno da interviste di organi votati alla disinformazione sistematica e di cercare il dialogo con chi crede in lui, senza prestare il fianco a chi strumentalizza la sua delusione per denigrare i valori in cui lui stesso crede.
Anzi proprio oggi, prima di scrivere questo articolo, ho a lungo dialogato con Luigi de Magistris e altri dirigenti dell’Italia dei Valori sulla necessità di realizzare, al nostro interno, una nuova fonte di informazione, stampata e di broadcasting anche attraverso il web. E già questa rappresenta la prima occasione in cui il contributo di Carlo sarebbe determinante per il successo dell’iniziativa.
Graduatoria Preferenze Circoscrizione Nord Ovest:
de Magistris Luigi 85.771
Di Pietro Antonio 81.276
Alfano Sonia 27.891
Vattimo Gianni 14.853
Louvin Roberto (Galletto) 9.028
Vulpio Carlo 8.716
Fusco Marylin 8.093
Zipponi Maurizio 4.091Schltze Giorgio 4.193Bardi Gloria 2.863Rocchi Emanuela 2.677Muttillo Giovanni 2.246Beretta Ilaria 2.188Piredda Maruska 2.106Cusati Aniello 1.091Ferrante Luigi 1.515Vezza Lorella 1.485Bernacconi Massimo 608Farina Corrado 490Paladini Manuela 454
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lunedì 8 giugno 2009
giovedì 19 marzo 2009
Flores d’Arcais: De Magistris, un magistrato esemplare, un candidato esemplare
Concordo appieno con tutte le posizioni espresse da Paolo Flores nell'intervista che segue. Anch'io ho creduto e sperato in una lista di 'Micromega' da affiancare a Idv; in mancanza di questa, mi auguro comunque che Luigi De Magistris, Carlo Vulpio e Sonia Alfano riescano a portare in Europa il grido disperato della Società Civile italiana.
Da:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/flores-darcais-de-magistris-candidato-esemplare/
Elezioni europee
Flores d’Arcais: De Magistris, un magistrato esemplare, un candidato esemplare
di Alessandro Calvi, da il Riformista, 19 marzo 2009
Non ha neppure fatto in tempo a candidarsi che risulta indagato dalla Procura di Roma per concorso in abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio insieme ad altri sette magistrati della procura di Salerno. Ma quella di Luigi De Magistris è, spiega Paolo Flores d’Arcais, una candidatura «ottima». Da sola, però, non sarà in grado di evitare la «dissipazione del patrimonio potenziale» al quale l’Italia dei Valori avrebbe potuto puntare se avesse accolto la proposta ricevuta proprio da Flores d’Arcais e da Andrea Camilleri. L’"incidente" con Di Pietro, però, è ormai chiuso. Mentre il Pd resta quello di sempre, nonostante l’arrivo di Franceschini.
Cosa ne pensa della candidatura di De Magistris?
Ottima.
Però De Magistris è indagato. Non era Di Pietro a chiedere di lasciare fuori dalle liste elettorali indagati e condannati?
Una domanda di questo genere è tipica di chi ormai descrive il mondo alla rovescia, come è avvenuto a proposito di queste vicende…
Si riferisce alla "guerra" tra le procure?
Non c’è nessuna guerra tra procure, c’è una procura, quella di Salerno, che si comporta come è scritto in ogni tribunale - "La legge è uguale per tutti" - e una procura, quella di Catanzaro, della quale la procura di Salerno dimostra la sistematica violazione di quel principio. Nessuna guerra, questa è disiniformacija, da scrivere alla russa, messa in atto dalla maggior parte del giornalismo italiano. De Magistris in tutte queste vicende è una vittima, un perseguitato, oltre che un magistrato esemplare. O forse proprio perché magistrato esemplare.
Lui ha spiegato che non tornerà in magistratura.
Mi sembra una posizione esemplare, proprio come fu esemplare quella di Di Pietro che si dimise da magistrato prima di entrare in politica.
Già, ma su questo è tornato ad accendersi il dibattito. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha chiesto che «venga stabilito il divieto di rientrare nel mondo giudiziario e garantita, a domanda, la mobilità nella pubblica amministrazione», con ruolo diverso. «La pubblica amministrazione - ha spiegato - recupera un patrimonio di esperienze e professionalità e la magistratura perde un giudice divenuto parte».
Da anni scrivo che un magistrato una volta che si candidi per una carica politica dovrebbe uscire dalla magistratura. Gli unici due magistrati che lo hanno fatto sono stati Di Pietro ieri e De Magistris oggi. Evidentemente, Mancino considera questi due magistrati come l’esempio che tutti gli altri dovrebbero seguire. Quello che invece mi sembra censurabile nelle affermazioni di Mancino è la seconda parte, come se nella pubblica amministrazione non ci fosse il dovere della imparzialità.
Di Pietro ieri ha annunciato anche il giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio. Ritiene soddisfacente il profilo che il leader dell’Idv sta dando alla lista che presenterà alle europee?
Non si fanno, ovviamente, valutazioni in blocco. Ma anche la candidatura di Vulpio mi pare ottima. Se De Magistris incarna perfettamente il magistrato-magistrato, Vulpio incarna perfettamente il giornalista-giornalista, quello che ha come bussola il rispetto delle verità dei fatti. Proprio per aver raccontato con scrupolo ed esattezza quanto avveniva nell’ambito di quelle inchieste, quell’incarico gli è stato tolto dal suo giornale, il Corriere della Sera. Noi su Micromega le vicende dei magistrati-magistrati le abbiamo sempre raccontate come elementi del quotidiano affossamento della democrazia italiana. Che persone così vadano in Europa sulla spinta di un mare di voti di cittadini democratici - come mi auguro - avrà un doppio valore perché aiuterà un’Europa disattenta a conoscere le macerie in cui il regime di Berlusconi sta riducendo l’Italia.
Sembra soddisfatto di come si sta muovendo Di Pietro. Ma tra lei e il leader dell’Idv ultimamente qualcosa era andato storto con il rifiuto della sua proposta elettorale.
La proposta fu avanzata a una tavola rotonda pubblica insieme ad Andrea Camilleri. Di Pietro era sembrato molto disponibile. L’idea era che un settore della società civile si autoorganizzasse e desse vita a una lista nuova insieme all’Idv. Poi, Di Pietro ha detto che per lui questo era impossibile. Penso che sia un errore, glielo ho ripetuto in tutti i modi perché, come dicono tutti i sondaggi, esiste un settore di delusi dal Pd, quantificato da Ilvo Diamanti in 4 o 5 milioni di elettori che non voteranno più Pd e che devono decidere se restare a casa o votare altro. Quello che farà Di Pietro, che comunque è meritorio, convincerà solo una parte di quegli elettori, purtroppo. E quindi dissiperà l’altra parte del patrimonio potenziale.
E quel patrimonio potenziale potrebbe tornare al "nuovo" Pd di Franceschini?
Il Pd di Franceschini è ancora il Pd di D’Alema, Rutelli, Veltroni, Marini, e Binetti. Tanto è vero che su questo orrore medioevale che è la legge Calabrò che ci toglie il diritto di decidere persino sull’ultimo periodo della nostra vita, parte dei parlamentari del Pd voteranno a favore o si asterranno e non verranno cacciati con disgusto dal partito. Anzi, si parlerà di libertà di coscienza. Il fatto che sono bastate alcune parole - ancora prive di riscontro nei fatti - non più subalterne alla logica dell’inciucio per far risalire di 3 punti il Pd nei sondaggi è l’ennesima dimostrazione che il centrosinistra potrebbe tornare a vincere se seguisse proprio quella politica che inutilmente con Camilleri, Travaglio, Tabucchi da anni su Micromega cerchiamo di esporre come l’unica politica democratica in Italia.
Anche con Di Pietro e De Magistris?
Anche con Di Pietro e De Magistris, ovviamente.
(19 marzo 2009)
Da:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/flores-darcais-de-magistris-candidato-esemplare/
Elezioni europee
Flores d’Arcais: De Magistris, un magistrato esemplare, un candidato esemplare
di Alessandro Calvi, da il Riformista, 19 marzo 2009
Non ha neppure fatto in tempo a candidarsi che risulta indagato dalla Procura di Roma per concorso in abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio insieme ad altri sette magistrati della procura di Salerno. Ma quella di Luigi De Magistris è, spiega Paolo Flores d’Arcais, una candidatura «ottima». Da sola, però, non sarà in grado di evitare la «dissipazione del patrimonio potenziale» al quale l’Italia dei Valori avrebbe potuto puntare se avesse accolto la proposta ricevuta proprio da Flores d’Arcais e da Andrea Camilleri. L’"incidente" con Di Pietro, però, è ormai chiuso. Mentre il Pd resta quello di sempre, nonostante l’arrivo di Franceschini.
Cosa ne pensa della candidatura di De Magistris?
Ottima.
Però De Magistris è indagato. Non era Di Pietro a chiedere di lasciare fuori dalle liste elettorali indagati e condannati?
Una domanda di questo genere è tipica di chi ormai descrive il mondo alla rovescia, come è avvenuto a proposito di queste vicende…
Si riferisce alla "guerra" tra le procure?
Non c’è nessuna guerra tra procure, c’è una procura, quella di Salerno, che si comporta come è scritto in ogni tribunale - "La legge è uguale per tutti" - e una procura, quella di Catanzaro, della quale la procura di Salerno dimostra la sistematica violazione di quel principio. Nessuna guerra, questa è disiniformacija, da scrivere alla russa, messa in atto dalla maggior parte del giornalismo italiano. De Magistris in tutte queste vicende è una vittima, un perseguitato, oltre che un magistrato esemplare. O forse proprio perché magistrato esemplare.
Lui ha spiegato che non tornerà in magistratura.
Mi sembra una posizione esemplare, proprio come fu esemplare quella di Di Pietro che si dimise da magistrato prima di entrare in politica.
Già, ma su questo è tornato ad accendersi il dibattito. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha chiesto che «venga stabilito il divieto di rientrare nel mondo giudiziario e garantita, a domanda, la mobilità nella pubblica amministrazione», con ruolo diverso. «La pubblica amministrazione - ha spiegato - recupera un patrimonio di esperienze e professionalità e la magistratura perde un giudice divenuto parte».
Da anni scrivo che un magistrato una volta che si candidi per una carica politica dovrebbe uscire dalla magistratura. Gli unici due magistrati che lo hanno fatto sono stati Di Pietro ieri e De Magistris oggi. Evidentemente, Mancino considera questi due magistrati come l’esempio che tutti gli altri dovrebbero seguire. Quello che invece mi sembra censurabile nelle affermazioni di Mancino è la seconda parte, come se nella pubblica amministrazione non ci fosse il dovere della imparzialità.
Di Pietro ieri ha annunciato anche il giornalista del Corriere della Sera Carlo Vulpio. Ritiene soddisfacente il profilo che il leader dell’Idv sta dando alla lista che presenterà alle europee?
Non si fanno, ovviamente, valutazioni in blocco. Ma anche la candidatura di Vulpio mi pare ottima. Se De Magistris incarna perfettamente il magistrato-magistrato, Vulpio incarna perfettamente il giornalista-giornalista, quello che ha come bussola il rispetto delle verità dei fatti. Proprio per aver raccontato con scrupolo ed esattezza quanto avveniva nell’ambito di quelle inchieste, quell’incarico gli è stato tolto dal suo giornale, il Corriere della Sera. Noi su Micromega le vicende dei magistrati-magistrati le abbiamo sempre raccontate come elementi del quotidiano affossamento della democrazia italiana. Che persone così vadano in Europa sulla spinta di un mare di voti di cittadini democratici - come mi auguro - avrà un doppio valore perché aiuterà un’Europa disattenta a conoscere le macerie in cui il regime di Berlusconi sta riducendo l’Italia.
Sembra soddisfatto di come si sta muovendo Di Pietro. Ma tra lei e il leader dell’Idv ultimamente qualcosa era andato storto con il rifiuto della sua proposta elettorale.
La proposta fu avanzata a una tavola rotonda pubblica insieme ad Andrea Camilleri. Di Pietro era sembrato molto disponibile. L’idea era che un settore della società civile si autoorganizzasse e desse vita a una lista nuova insieme all’Idv. Poi, Di Pietro ha detto che per lui questo era impossibile. Penso che sia un errore, glielo ho ripetuto in tutti i modi perché, come dicono tutti i sondaggi, esiste un settore di delusi dal Pd, quantificato da Ilvo Diamanti in 4 o 5 milioni di elettori che non voteranno più Pd e che devono decidere se restare a casa o votare altro. Quello che farà Di Pietro, che comunque è meritorio, convincerà solo una parte di quegli elettori, purtroppo. E quindi dissiperà l’altra parte del patrimonio potenziale.
E quel patrimonio potenziale potrebbe tornare al "nuovo" Pd di Franceschini?
Il Pd di Franceschini è ancora il Pd di D’Alema, Rutelli, Veltroni, Marini, e Binetti. Tanto è vero che su questo orrore medioevale che è la legge Calabrò che ci toglie il diritto di decidere persino sull’ultimo periodo della nostra vita, parte dei parlamentari del Pd voteranno a favore o si asterranno e non verranno cacciati con disgusto dal partito. Anzi, si parlerà di libertà di coscienza. Il fatto che sono bastate alcune parole - ancora prive di riscontro nei fatti - non più subalterne alla logica dell’inciucio per far risalire di 3 punti il Pd nei sondaggi è l’ennesima dimostrazione che il centrosinistra potrebbe tornare a vincere se seguisse proprio quella politica che inutilmente con Camilleri, Travaglio, Tabucchi da anni su Micromega cerchiamo di esporre come l’unica politica democratica in Italia.
Anche con Di Pietro e De Magistris?
Anche con Di Pietro e De Magistris, ovviamente.
(19 marzo 2009)
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