Sottoscrivo l'appello di Ilaria Beretta in difesa di Clementina Forleo, pubblicato ieri sul blog di Carlo Vulpio e di seguito riportato:
28 maggio 2009.
La notizia è di ieri pomeriggio e riguarda il giudice Clementina Forleo, ex gip di Milano, attualmente trasferita a Cremona: il CSM ha deciso di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza con cui il Tar del Lazio aveva annullato il trasferimento d’ufficio disposto dallo stesso CSM a carico del giudice.
Torna alla mente una delle motivazioni con cui il 28 luglio 2008 il CSM aveva trasferito d’ufficio il giudice Forleo: “Emotiva, tendente a personalizzare, di scarso equilibrio.”
Al di là di ogni polemica, questa motivazione assomiglia più a un giudizio finale da pagella delle elementari: “la bambina studia, è preparata, ma non rende durante le interrogazioni perché emotiva”.
Secondo noi questo giudizio mira a svalutare il lavoro del giudice Forleo, attaccando la donna: il tentativo era quello di lederne la credibilità evidenziando un tratto considerato tipicamente femminile per minare nel profondo anche la personale sicurezza in se stessa che una donna nel proprio lavoro è costretta a difendere in continuazione.
Crediamo che nessun giudice uomo abbia mai avuto, tra le motivazioni di un provvedimento a lui rivolto, una tale qualificazione della sua personalità, a prescindere da ogni giudizio di merito.
Molta strada deve essere ancora fatta in Italia per portare le donne che lavorano a un’effettiva situazione di parità con i colleghi uomini: lavoriamo in poche (la percentuale femminile nel mondo del lavoro ci vede penultime in Europa e l’ultima è Malta), quando raggiungiamo buoni livelli carrieristici e professionali, fatalmente qualcuno osserva che la professione o la carriera “non sono più come un tempo”.
A Clementina Forleo viene imputato come inadeguato al suo ruolo un modo di lavorare che include tra i codici del fare e del pensare quello del sentire. Questo invece per Clementina Forleo come per ognuna di noi è, e deve essere, motivo di fierezza.
Vorremmo che tutte le donne italiane che lo sentissero, affermassero insieme: “Sono anch’io emotiva”, in sostegno a Clementina Forleo e a tutte le donne che ogni giorno e oscuramente combattono per un futuro migliore.
Ilaria Beretta
Libera professionista da nove anni alla RAI, candidata IDV alle Europee per il Nord Ovest.
http://www.youtube.com/watch?v=Ny08eWFctuo
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venerdì 29 maggio 2009
venerdì 8 maggio 2009
Il silenzio di Santoro
Purtroppo, tanto per citare nuovamente il rapporto Freedom House 2009, anche AnnoZero, ultimo baluardo dell'informazione, diventa un programma semi-libero, sacrificando un giornalista indipendente per la propria sopravvivenza. Vauro (per fortuna) non è stato epurato da AnnoZero, ma in cambio il buon Santoro ha deciso di sacrificare Vulpio per poter restare in RAI (ricordate il discorso sulla 'puntata riparatrice'?).
Tutto questo si evince dalle parole di Paolo Mieli, false senza contraddittorio, nella puntata di Anno Zero del 23 Aprile (pensate un po': sulla libertà dell'informazione!) e dall'articolo dello stesso Vulpio, che riporto qui di seguito.
dal blog di Carlo Vulpio
Il silenzio è d'oro, anche quello di Santoro
06/05/2009
Il gip di Salerno proscioglie de Magistris e Vulpio. Il Tar Lazio dà ragione a Forleo. Il tribunale del Riesame di Roma scagiona Genchi
Lo avete letto da qualche parte? Ve lo ha detto qualche tv o qualche radio? No, non lo sapete.
Forse qualcuno di voi lo sa, ma giusto perché ha scovato la notizia fra le “brevi”, poche righe e frettolose, o perché avrà letto l’unico articolo che si è occupato della vicenda, raccontandola però in maniera deformata e maliziosa.
E’ successo che io, il giudice Luigi de Magistris, il consulente Gioacchino Genchi e il giudice Clementina Forleo abbiamo avuto tutti ragione, purtroppo, nei diversi procedimenti aperti contro ognuno di noi. Perché purtroppo? Perché dovevamo vederci riconosciuta questa ragione “prima”, non dopo.
Io e de Magistris eravamo accusati di rivelazione di segreti d’ufficio, ma i giudici hanno detto che non era vero.Così Genchi. Accusato di essere un super spione fuorilegge, l’uomo che per Rutelli e Berlusconi era addirittura all’origine del “più grande scandalo della storia repubblicana”, Genchi è stato riconosciuto innocente.E Forleo? Il Tar del Lazio le ha dato finalmente ragione. La sentenza con cui il Csm l’ha trasferita a Cremona, ha detto il tribunale amministrativo, è ingiusta, va cancellata, e Forleo, se lo volesse, potrebbe tornare a Milano anche subito.
Ma chi ha raccontato tutto questo? Perché per queste (e altre) vicende nessuno in Italia sente il dovere di fare un giornalismo onesto, quello che in America si individua con la splendida definizione di “honest journalism”?
Eppure c’è stato un linciaggio a reti e giornali unificati durato mesi e mesi, nel silenzio di giornalisti “liberi”, magistrati “indipendenti” e politici “onesti”. Eppure per ognuno di noi è cambiata la vita, perché quando accadono certe cose nulla è più come prima. Eppure lo avevamo detto e qualche volta anche urlato, non è che ce ne stiamo accorgendo adesso.
Non c’è stato niente da fare. Ci danno ragione soltanto ora, cioè “dopo”. E tuttavia, nemmeno questo basta affinché un tg qualsiasi, un giornale qualsiasi, un talk show qualsiasi racconti - ma per intero, senza omettere nulla e senza “dimenticare” nessuno – come sono andate a finire quelle vicende che hanno causato il trasferimento di Forleo e de Magistris, la revoca dell’incarico a Genchi, la decisione del direttore del giornale per il quale lavoro di “sollevarmi” dall’incarico per le inchieste di cui mi stavo occupando.
Pensate, non lo ha fatto nemmeno Michele Santoro. Nella puntata di Anno Zero sull’informazione, in cui si sarebbe dovuto parlare di giornalismo “sdraiato” e “oscurato”, Santoro non ha trovato un minuto, un secondo, un attimo, per chiedere ai suoi ospiti – che so, a Paolo Mieli per esempio – com’è che il 3 dicembre 2008 mi hanno improvvisamente fatto smettere di scrivere su quelle inchieste che sono state all’origine dei guai di de Magistris, Forleo e Genchi, e che io seguivo da due anni.
Un dibattito sul giornalismo oscurato che non parli del più clamoroso caso di oscuramento degli ultimi vent’anni, come dimostra la catena di sant’Antonio di rimozioni e trasferimenti che ne è seguita, è un’operazione ardita. Spiace dirlo, ma quella puntata di Anno Zero non è stata un esempio di “honest journalism”.
Una volta Marco Travaglio, ospite di Daniele Luttazzi, disse che la differenza tra la Francia (dov’era in visita il premier Berlusconi) e l’Italia, per quelli che fanno il nostro mestiere, era che in Francia i giornalisti fanno domande. Ecco, io non so perché nemmeno lui abbia fatto una domanda, una sola, agli ospiti della trasmissione – che so, a Paolo Mieli per esempio.
Sono portato a credere che Santoro possa averglielo impedito, e infatti Travaglio nella sua rubrica ha fatto un eccellente intervento su Genchi. Ma poiché non so se sia andata davvero in questo modo, giuro che appena vedo Marco glielo chiedo.
Nemmeno Vauro, che io (come tanti altri) ho difeso quando è stato sospeso, ha fatto sentire la sua voce, o almeno il graffio della sua matita. Vauro, sospeso per una settimana, ha ricevuto (giustamente) tanta solidarietà pubblica. Io, sospeso “ad interim” e abrogato da Anno Zero come si sbianchetta una foto compromettente, non ho ricevuto nemmeno una telefonata di solidarietà privata da Vauro.
Nessuna telefonata nemmeno da Michele Santoro. Al mattino, il giorno della puntata sull’informazione, gli avevo anche inviato un sms. Nessuna risposta anche all’sms. Giuro: non gli ho mai fatto niente di male, né mai ho avuto screzi con lui. Anzi.
Non so cosa sia accaduto prima di quella puntata di Anno Zero. E forse non voglio nemmeno saperlo. Ma poiché non si tratta di un fatto personale, per principio e per rispetto di tutti quelli che mi seguono sul blog e hanno letto il mio libro “Roba Nostra” non posso anch’io far finta di nulla.E quindi, per ora, almeno una domanda la faccio: sarà stata questa la puntata “riparatrice” che era stata chiesta a Santoro per evitare rogne? Tipo un trasferimento, una sospensione, una sollevazione dall’incarico?
Tutto questo si evince dalle parole di Paolo Mieli, false senza contraddittorio, nella puntata di Anno Zero del 23 Aprile (pensate un po': sulla libertà dell'informazione!) e dall'articolo dello stesso Vulpio, che riporto qui di seguito.
dal blog di Carlo Vulpio
Il silenzio è d'oro, anche quello di Santoro
06/05/2009
Il gip di Salerno proscioglie de Magistris e Vulpio. Il Tar Lazio dà ragione a Forleo. Il tribunale del Riesame di Roma scagiona Genchi
Lo avete letto da qualche parte? Ve lo ha detto qualche tv o qualche radio? No, non lo sapete.
Forse qualcuno di voi lo sa, ma giusto perché ha scovato la notizia fra le “brevi”, poche righe e frettolose, o perché avrà letto l’unico articolo che si è occupato della vicenda, raccontandola però in maniera deformata e maliziosa.
E’ successo che io, il giudice Luigi de Magistris, il consulente Gioacchino Genchi e il giudice Clementina Forleo abbiamo avuto tutti ragione, purtroppo, nei diversi procedimenti aperti contro ognuno di noi. Perché purtroppo? Perché dovevamo vederci riconosciuta questa ragione “prima”, non dopo.
Io e de Magistris eravamo accusati di rivelazione di segreti d’ufficio, ma i giudici hanno detto che non era vero.Così Genchi. Accusato di essere un super spione fuorilegge, l’uomo che per Rutelli e Berlusconi era addirittura all’origine del “più grande scandalo della storia repubblicana”, Genchi è stato riconosciuto innocente.E Forleo? Il Tar del Lazio le ha dato finalmente ragione. La sentenza con cui il Csm l’ha trasferita a Cremona, ha detto il tribunale amministrativo, è ingiusta, va cancellata, e Forleo, se lo volesse, potrebbe tornare a Milano anche subito.
Ma chi ha raccontato tutto questo? Perché per queste (e altre) vicende nessuno in Italia sente il dovere di fare un giornalismo onesto, quello che in America si individua con la splendida definizione di “honest journalism”?
Eppure c’è stato un linciaggio a reti e giornali unificati durato mesi e mesi, nel silenzio di giornalisti “liberi”, magistrati “indipendenti” e politici “onesti”. Eppure per ognuno di noi è cambiata la vita, perché quando accadono certe cose nulla è più come prima. Eppure lo avevamo detto e qualche volta anche urlato, non è che ce ne stiamo accorgendo adesso.
Non c’è stato niente da fare. Ci danno ragione soltanto ora, cioè “dopo”. E tuttavia, nemmeno questo basta affinché un tg qualsiasi, un giornale qualsiasi, un talk show qualsiasi racconti - ma per intero, senza omettere nulla e senza “dimenticare” nessuno – come sono andate a finire quelle vicende che hanno causato il trasferimento di Forleo e de Magistris, la revoca dell’incarico a Genchi, la decisione del direttore del giornale per il quale lavoro di “sollevarmi” dall’incarico per le inchieste di cui mi stavo occupando.
Pensate, non lo ha fatto nemmeno Michele Santoro. Nella puntata di Anno Zero sull’informazione, in cui si sarebbe dovuto parlare di giornalismo “sdraiato” e “oscurato”, Santoro non ha trovato un minuto, un secondo, un attimo, per chiedere ai suoi ospiti – che so, a Paolo Mieli per esempio – com’è che il 3 dicembre 2008 mi hanno improvvisamente fatto smettere di scrivere su quelle inchieste che sono state all’origine dei guai di de Magistris, Forleo e Genchi, e che io seguivo da due anni.
Un dibattito sul giornalismo oscurato che non parli del più clamoroso caso di oscuramento degli ultimi vent’anni, come dimostra la catena di sant’Antonio di rimozioni e trasferimenti che ne è seguita, è un’operazione ardita. Spiace dirlo, ma quella puntata di Anno Zero non è stata un esempio di “honest journalism”.
Una volta Marco Travaglio, ospite di Daniele Luttazzi, disse che la differenza tra la Francia (dov’era in visita il premier Berlusconi) e l’Italia, per quelli che fanno il nostro mestiere, era che in Francia i giornalisti fanno domande. Ecco, io non so perché nemmeno lui abbia fatto una domanda, una sola, agli ospiti della trasmissione – che so, a Paolo Mieli per esempio.
Sono portato a credere che Santoro possa averglielo impedito, e infatti Travaglio nella sua rubrica ha fatto un eccellente intervento su Genchi. Ma poiché non so se sia andata davvero in questo modo, giuro che appena vedo Marco glielo chiedo.
Nemmeno Vauro, che io (come tanti altri) ho difeso quando è stato sospeso, ha fatto sentire la sua voce, o almeno il graffio della sua matita. Vauro, sospeso per una settimana, ha ricevuto (giustamente) tanta solidarietà pubblica. Io, sospeso “ad interim” e abrogato da Anno Zero come si sbianchetta una foto compromettente, non ho ricevuto nemmeno una telefonata di solidarietà privata da Vauro.
Nessuna telefonata nemmeno da Michele Santoro. Al mattino, il giorno della puntata sull’informazione, gli avevo anche inviato un sms. Nessuna risposta anche all’sms. Giuro: non gli ho mai fatto niente di male, né mai ho avuto screzi con lui. Anzi.
Non so cosa sia accaduto prima di quella puntata di Anno Zero. E forse non voglio nemmeno saperlo. Ma poiché non si tratta di un fatto personale, per principio e per rispetto di tutti quelli che mi seguono sul blog e hanno letto il mio libro “Roba Nostra” non posso anch’io far finta di nulla.E quindi, per ora, almeno una domanda la faccio: sarà stata questa la puntata “riparatrice” che era stata chiesta a Santoro per evitare rogne? Tipo un trasferimento, una sospensione, una sollevazione dall’incarico?
martedì 5 maggio 2009
Europee: Forleo, candidatura De Magistris e' una rivoluzione
comunicato ANSA tratto da: http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=15562&Itemid=48
5 maggio 2009Catanzaro.
"La candidatura di Luigi de Magistris, al di là del colore politico, è una rivoluzione". Lo ha detto il gip di Cremona Clementina Forleo parlando a Catanzaro ad un'iniziativa su "Etica e politica, legalità e istituzioni" alla presenza dell'ex pm di Catanzaro candidato alle europee per l'Italia dei Valori. "Sono qui - ha aggiunto Forleo - perché ritengo che la scelta di De Magistris sia condivisibile e da appoggiare. Fare il magistrato non significa solo scrivere sentenze o celebrare udienze. Antonio Di Pietro ha capito che quella di De Magistris é una candidatura di grande importanza di un magistrato, costretto a compiere questa scelta, perché ha avuto il coraggio di scoperchiare pentole che non doveva scoperchiare". Per il magistrato "quello che è accaduto a Catanzaro è scandaloso. Il potere con la 'p' maiuscola ha necessità, per sopravvivere, di un'informazione non all'altezza e di una magistratura servile. Purtroppo una grossa fetta del potere giudiziario è colluso con i potentati politici e economici per qusto bisogna liberare il Csm dalle logiche clientelari, politiche e di potere". Sulle intercettazioni Forleo ha manifestato la speranza che "non vengano eliminate, anzi che si infittisca la possibilità di utilizzarle. Spero che la riforma non vada in porto". ANSA
5 maggio 2009Catanzaro.
"La candidatura di Luigi de Magistris, al di là del colore politico, è una rivoluzione". Lo ha detto il gip di Cremona Clementina Forleo parlando a Catanzaro ad un'iniziativa su "Etica e politica, legalità e istituzioni" alla presenza dell'ex pm di Catanzaro candidato alle europee per l'Italia dei Valori. "Sono qui - ha aggiunto Forleo - perché ritengo che la scelta di De Magistris sia condivisibile e da appoggiare. Fare il magistrato non significa solo scrivere sentenze o celebrare udienze. Antonio Di Pietro ha capito che quella di De Magistris é una candidatura di grande importanza di un magistrato, costretto a compiere questa scelta, perché ha avuto il coraggio di scoperchiare pentole che non doveva scoperchiare". Per il magistrato "quello che è accaduto a Catanzaro è scandaloso. Il potere con la 'p' maiuscola ha necessità, per sopravvivere, di un'informazione non all'altezza e di una magistratura servile. Purtroppo una grossa fetta del potere giudiziario è colluso con i potentati politici e economici per qusto bisogna liberare il Csm dalle logiche clientelari, politiche e di potere". Sulle intercettazioni Forleo ha manifestato la speranza che "non vengano eliminate, anzi che si infittisca la possibilità di utilizzarle. Spero che la riforma non vada in porto". ANSA
mercoledì 25 marzo 2009
Occupiamoci dell'informazione
Che bellezza per una volta avere politici così intelligenti da votare! Non mi sembra neanche vero...
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